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title: 'Caso Manca: repliche ministeriali e testimonianze di indagati'
description: 'Sconcertanti buchi neri nella risposta di Andrea Orlando all’interrogazione parlamentare'
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Categoria: [Articoli 2016](https://attiliomanca.it/articoli/2016)

Pubblicato: 15 Settembre 2016

![](https://attiliomanca.it/images/2016/orlando-andrea-c-emanuele-di-stefano.jpg)

**di Lorenzo Baldo** 
**Sconcertanti buchi neri nella risposta di Andrea Orlando all’interrogazione parlamentare**

Per comprendere ulteriormente l’abnormità della risposta del **Ministro Orlando** all’interrogazione parlamentare relativa alla morte di **Attilio Manca** basta citare un singolo aspetto: il copia-e-incolla della richiesta di archiviazione sbandierato a mo’ di vessillo di verità. Tra quelle righe riportate fedelmente nel documento ministeriale spiccano i nomi di **Guido Ginebri** e **Salvatore Fugazzotto** nelle vesti di testimoni eccellenti a dimostrazione della dipendenza con la droga del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto.
Certo è che, così come ricorda l’avvocato della famiglia Manca, **Fabio Repici** (che assieme ad **Antonio Ingroia** difende i congiunti del giovane medico), la Procura di Viterbo *“ha utilizzato per chiedere l’archiviazione della posizione dei cinque barcellonesi indagati* (per la morte del dott. Manca, *ndr*) *le dichiarazioni, raccolte aliunde, di soggetti barcellonesi”.* Quegli stessi che a distanza di anni giurano sulla tossicodipendenza “abituale” dell’urologo barcellonese. *“Non solo* – ricorda Repici –. *Fra i soggetti le cui dichiarazioni sono state utilizzate per la richiesta di archiviazione c’è perfino **Salvatore Fugazzotto**, persona sottoposta a indagini nel presente procedimento le cui dichiarazioni, rese quale persona informata sui fatti, sono state ritenute utili per l’archiviazione. Un caso unico di indagato che fa pure da testimone a propria discolpa. Fosse stato usato per lui un canone simile, perfino **Salvatore Riina** a oggi sarebbe rimasto incensurato”.* Un’amara ironia del tutto lecita, si potrebbe dire. Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dallo stesso Repici nel 2012 si legge testualmente: *“Ecco che viene testimoniato che **Attilio Manca** in passato era stato assuntore di eroina e che aveva spesso provveduto a iniettarsela giusto con la mano destra. A casa di **Attilio Manca** non era stata rinvenuta traccia alcuna degli strumenti usati per la preparazione della droga da iniettarsi? Ecco che viene testimoniato* (da parte di **Salvatore Fugazzotto**, *ndr*) *che **Attilio Manca** ‘dopo aver sciolto l’eroina ripuliva il tutto non lasciando traccia. A volte, quando riempiva più siringhe, le utilizzava per ulteriori somministrazioni, anche nell’arco della stessa serata’. Laddove, anche ammesso che **Attilio Manca** avesse questo strano riflesso pavloviano, nell’occasione della sua morte non si capisce dove sarebbero andati a finire gli strumenti utilizzati per lo scioglimento dell’eroina, visto che non ne è rimasta traccia nemmeno nel secchio della spazzatura. Forse **Attilio Manca**, per ragioni prudenziali, prima di iniettarsi la droga e uccidersi, aveva ben pensato di andare a gettare fuori di casa quegli strumenti?”.* Per Repici la valutazione che la Procura di Viterbo avrebbe dovuto fare degli atti ricevuti sarebbe dovuta essere quella di *“dichiarazioni mendaci finalizzate a far ottenere l’archiviazione del procedimento agli indagati barcellonesi del presente procedimento. Sostanzialmente, attività di favoreggiamento a beneficio degli indagati barcellonesi. Invece, ne ha tratto le conclusioni inverse, esaltandone la rilevanza e la fondatezza”.* Il legale dei Manca parla esplicitamente di *“una gaffe madornale”*, e questo *“non solo perché a beneficio dell’indagato **Salvatore Fugazzotto** ha utilizzato le dichiarazioni testimoniali dello stesso **Salvatore Fugazzotto**, non solo perché a beneficio degli indagati barcellonesi ha utilizzato le dichiarazioni del loro amico **Guido Ginebri*** (amico soprattutto di **Ugo Manca**, come già risultava dei frenetici contatti telefonici intervenuti tra i due il giorno del rinvenimento del cadavere di **Attilio Manca**), *non solo perché le dichiarazioni di **Vittorio Coppolino*** (di fatto confermative della veridicità delle affermazioni fatte dai genitori di **Attilio Manca**) *sono state sminuite a parole di convenienza ma per una circostanza che è dimostrativa di come si facciano costantemente passi falsi quando si opera senza conoscenza delle cose”. “Infatti* – ribadisce ulteriormente Repici –, *le dichiarazioni rese da **Lelio Coppolino**, ritenute così rilevanti, sono le dichiarazioni di un soggetto che è tanto attendibile da essere stato rinviato a giudizio, su richiesta della Dda di Messina, per il delitto di falsa testimonianza in relazione al delitto più eclatante della storia barcellonese, l’assassinio dell’eroico giornalista **Beppe Alfano**. Chi scrive ne ha piena contezza, visto che nell’interesse dei familiari del giornalista assassinato, si è costituito parte civile anche contro **Lelio Coppolino**, il cui processo si trova nella fase dibattimentale di primo grado”.* Quella che il legale della famiglia Manca definisce *“la summa ideologica della Procura di Viterbo”* consiste *“nel non ritenere attendibili le convergenti dichiarazioni disinteressate di tutti i colleghi di Viterbo che escludono che **Attilio Manca** facesse uso di droga e fosse abile all’uso della mano destra e nel ritenere attendibili le dichiarazioni di screditati e interessati soggetti barcellonesi che sostengono che **Attilio Manca** fosse un abituale assuntore di eroina, che si iniettava con la mano destra e che aveva la strana pulsione a far scomparire gli strumenti utilizzati per la preparazione della sostanza stupefacente”.* Nel commentare alcune vecchie dichiarazioni di **Monica Mileti** relative al modo in cui aveva conosciuto **Attilio Manca**, Repici ricorda che era stato segnalato che il comune amico architetto che aveva potuto presentarla ad **Attilio Manca** era **Guido Ginebri**. *“Ora si apprende che lo stesso Ginebri ammette di essere stato lui a presentare **Attilio Manca** a **Monica Mileti*** – sottolinea il legale –. *Cosicché è definitivamente confermata la radice barcellonese dei rapporti fra **Attilio Manca** e **Monica Mileti**, a comprova della possibilità che quel 10 febbraio 2004 il suo non preventivato incontro con **Monica Mileti** potesse essere stato indotto da qualche soggetto barcellonese”.*
Ma di questi dati oggettivi – che rivelano un’altra verità rispetto a quella rappresentata dalla Procura di Viterbo – non c’è la minima traccia nella risposta del Ministro. 

**\*da una rielaborazione de “Le testimonianze degli indagati” tratta da “Suicidate Attilio Manca”** 

**Tratto da:** *[antimafiaduemila.com](http://www.antimafiaduemila.com)* 

**Foto © Emanuele Di Stefano**

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