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title: "Ingroia: ''Pignatone chiederà l'archiviazione per il caso Manca ma noi ci opporremo''"
description: 'L’anticipazione del legale dei familiari del giovane urologo siciliano ucciso nel 2004'
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Categoria: [Articoli 2017](https://attiliomanca.it/articoli/2017)

Pubblicato: 18 Luglio 2017

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****L’anticipazione del legale dei familiari del giovane urologo siciliano ucciso nel 2004** 
di Lorenzo Baldo** 
**Palermo.***“La procura di Roma si appresta* – non lo ha ancora formalizzato – *a richiedere l’archiviazione in merito alle indagini sull’omicidio di **Attilio Manca**. Lo dico fin d’ora: noi faremo opposizione contro questa richiesta di archiviazione. Non si può mettere una pietra tombale sull’indagine di **Attilio Manca**. Sono convinto* - ci sono anche le prove - *che Manca è stato ucciso dall’apparato mafioso istituzionale che ha coperto la latitanza di **Bernardo Provenzano** prima del suo arresto! Per anni c’era chi aveva interesse a coprirne la latitanza perché Provenzano era il garante mafioso della trattativa Stato mafia. Questa è la verità! E’ possibile che non si sia trovato un ufficio giudiziario che si sia appassionato alla ricerca della verità? Neppure la procura nazionale antimafia a cui avevamo depositato un esposto... la speranza ora è rivolta a **Nino Di Matteo**”.* L’anticipazione arriva come un acquazzone estivo. Le parole amplificate nell’atrio di Giurisprudenza durante l’incontro “In che Stato è la mafia?” sono quelle di Antonio Ingroia, che, assieme a **Fabio Repici**, difende la famiglia Manca. Nessuna sorpresa. Solamente l’amarezza, il dolore e la rabbia nei confronti di quella che appare come una non volontà ad andare fino in fondo in questo mistero.

**30.000 firme ignorate** 
Che ne sarà delle oltre 30.000 firme confluite nella petizione popolare che conteneva un appello ben preciso: non archiviate l’inchiesta sulla morte di **Attilio Manca**? Era questa la richiesta accorata della famiglia Manca al Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, al Procuratore aggiunto Michele Prestipino e al sostituto procuratore Maria Cristina Palaia. Dal 14 aprile scorso sulla piattaforma change.org e sul sito antimafiaduemila.com erano rimbalzate forti le parole di **Angelina, Gino** e **Luca Manca**. Nell’arco di poche settimane la petizione è stata sottoscritta da oltre 30.000 persone. Importanti personalità del mondo dell’antimafia, della politica, della cultura e dell’arte hanno firmato con convinzione: da **don Ciotti** a **Salvatore Borsellino**, da **Klaus Davi** a **Fiorella Mannoia**, da **Luigi Di Maio** a **Claudio Fava**, da **Marco Travaglio** a **Gianni Minà**, da **Vincenzo Agostino** a **Giulietto Chiesa** e tantissimi altri. Tutti uniti per chiedere alla Procura di Roma di portare avanti le indagini per “omicidio volontario” a danno di **Attilio Manca**. Un fascicolo – contro ignoti – aperto più di un anno fa sul quale era calato un pericoloso silenzio. Che, a distanza di alcuni mesi, si trasforma quindi in una richiesta di archiviazione.

**Sentenze vergognose e indagini che si chiudono** 
Per la procura di Viterbo Attilio Manca sarebbe morto per essersi iniettato volontariamente due dosi fatali di eroina nel braccio sbagliato. Lo scorso 29 marzo il Tribunale di Viterbo ha emesso la sentenza di condanna a 5 anni e 4 mesi nei confronti della cinquantenne romana Monica Mileti accusata di avere ceduto la droga al giovane urologo siciliano. Per gli uffici giudiziari di Viterbo il caso Manca è quindi chiuso. Ma il fascicolo di Roma diceva tutt’altra cosa. All’interno del faldone vi erano, tra l’altro, le testimonianze di quattro collaboratori di giustizia che, a vario titolo, circoscrivono la morte di Attilio Manca all’interno di un disegno criminoso dove si muovono: mafia, Servizi segreti “deviati” e massoneria. Partiamo dall’ultimo pentito. **Giuseppe Campo**, un ex picciotto della provincia di Messina, ha raccontato recentemente agli investigatori ed ai legali della famiglia Manca di essere stato incaricato lui stesso, a dicembre del 2003, di uccidere **Attilio Manca**, da un boss del messinese (**Umberto Beneduce**, indicato da alcuni rapporti di polizia come contiguo ad ambienti mafiosi barcellonesi, condannato in primo grado per droga nel maxi processo “Mare Nostrum” assieme al cugino di **Attilio Manca**, Ugo, entrambi assolti in via definitiva, *ndr*). Dopo un paio di mesi da quel primo incontro, all’ex picciotto sarebbe stato stato confidato che il giovane urologo siciliano era già stato ucciso a Viterbo e che tra i tre killer ci sarebbe stato anche **Ugo Manca**. Le dichiarazioni di Campo si aggiungono a quelle dell’ex boss dei Casalesi **Giuseppe Setola** (che per paura di ritorsioni poi ha ritrattato), a quelle dell’ex sodale di Provenzano, **Stefano Lo Verso** e infine alle affermazioni del collaboratore di giustizia **Carmelo D’Amico**. Quest’ultimo nel 2015 ha rivelato agli inquirenti di essere stato messo a conoscenza del progetto omicidiario nei confronti di **Attilio Manca** a cui avrebbero preso parte esponenti di Cosa Nostra, apparati dei Servizi di sicurezza “deviati” in contatto con esponenti della massoneria. L’inchiesta romana è basata sull’esposto dei legali della famiglia Manca in cui, al di là delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, vengono evidenziati determinati dati oggettivi che portano ad escludere definitivamente la tesi del suicidio a base di droga. Veri e propri buchi neri che sovrastano la morte di questo brillante medico siciliano: il mancinismo puro di **Attilio Manca** e l’inesistenza di una sua eventuale tossicodipendenza; l’assenza delle impronte digitali di **Attilio Manca** sulle due siringhe ritrovate nel suo appartamento; le eloquenti immagini del cadavere di **Attilio Manca** poco conforme ad una morte per overdose; la mancanza di prove della cessione di eroina da parte di **Monica Mileti**; la nota della Squadra mobile Viterbo che attesta un dato non veritiero e cioé che **Attilio Manca** era in servizio all’ospedale Belcolle di Viterbo nei giorni in cui Provenzano si trovava a Marsiglia. Non è così: dai registri del nosocomio risulta che nei giorni di fine ottobre 2003 in cui Provenzano veniva operato in Francia, **Attilio Manca** non era in servizio (l’ex capo della squadra Mobile di Viterbo, **Salvatore Gava**, è stato successivamente condannato in via definitiva a 3 anni per un falso verbale alla scuola Diaz durante il G8 di Genova); l’intercettazione ambientale del 2007 tra **Vincenza Bisognano**, sorella del boss Carmelo (poi pentito), ed altre persone in cui si parla di **Attilio Manca** che sarebbe stato ucciso perché aveva riconosciuto **Bernardo Provenzano**, la stessa Bisognano aveva aggiunto che in molti sapevano che il boss, durante la sua latitanza, si era nascosto anche nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto; il vuoto investigativo in merito a determinati personaggi di Barcellona Pozzo di Gotto che prima ancora che uscissero le notizie dell’operazione in Francia di **Bernardo Provenzano**, avevano già ipotizzato alla famiglia Manca che la morte del loro congiunto sarebbe stata collegata ad una visita medica che **Attilio Manca** avrebbe effettuato al capo di Cosa Nostra; la scomparsa dai tabulati telefonici di alcune telefonate di **Attilio Manca** ai suoi genitori negli ultimi giorni del mese di ottobre del 2003 (nel periodo in cui Provenzano veniva operato in Francia) così come l’11 febbraio 2004, il giorno prima che **Attilio Manca** venisse ritrovato morto e infine il vuoto investigativo sulla giornata di **Attilio Manca** dell’11 febbraio 2004, quel giorno il giovane urologo aveva interrotto misteriosamente i rapporti con tutti, non aveva disdetto due importanti appuntamenti e non aveva più risposto al telefono. Che altro serve per pretendere che la magistratura faccia il suo dovere?

**Quel muro di gomma** 
Rileggendo quelle che appaiono come “prove” dell’omicidio di **Attilio Manca** – che andavano approfondite e sulle quali invece sta calando la spada di Damocle della richiesta di archiviazione – ci si rende conto dello stato in cui versa la giustizia nel nostro Paese. I familiari di Attilio si ostinano a implorare la verità per restituire dignità al proprio congiunto? Il loro grido sbatte contro un muro di gomma che in questi anni è stato eretto per proteggere i tanti misteri d’Italia: dalle stragi degli ultimi 50 anni, passando per gli omicidi di **Ilaria Alpi** e **Miran Hrovatin**. E l’elenco potrebbe continuare con i casi meno “famosi”, ma non per questo meno importanti. Al telefono Angelina è sconfortata, svuotata, disillusa; se da un lato se l’aspettava, non riesce ad arrendersi all’idea di morire senza avere verità e giustizia per suo figlio. In attesa dell’ufficializzazione della richiesta di archiviazione e della relativa opposizione dei legali dei Manca non resta che stringersi attorno a questi due anziani genitori, e al fratello di Attilio, Gianluca, per sostenerli in questa estenuante battaglia di civiltà. Che non può e non deve essere interrotta da qualsivoglia inerzia investigativa.
Oggi è il compleanno di **Gino Manca**, peggior regalo non gli poteva essere fatto. 

**Primi firmatari della petizione contro l’archiviazione del caso Manca:** 
**Don Luigi Ciotti** - presidente di “Libera” 
**Salvatore Borsellino** - fondatore del movimento “Agende Rosse” 
**Redazione *“ANTIMAFIADuemila”***
**Sabina Guzzanti** - attrice e regista 
**Leoluca Orlando** - sindaco di Palermo
**Renato Accorinti** - sindaco di Messina 
**Luigi de Magistris** - sindaco di Napoli
**Marco Travaglio** - direttore del “Fatto Quotidiano” 
**Simone Maurelli** - urologo presso l’ospedale “Belcolle” di Viterbo, ex collega di Attilio Manca 
**Domenico Luigi Paternico** - dirigente medico Chirurgia Generale presso Azienda Ospedaliera di Melegnano (Mi), ex collega di Attilio Manca 
**Antonio Caporaso** - medico chirurgo specialista in ortopedia presso Clinica Santa Rita Benevento, ex collega di Attilio Manca
**Franco Di Giacinto** - ex collega di Attilio Manca, attualmente in pensione 
**Letizia Battaglia** - fotografa 
**Fiorella Mannoia** - cantante
**Sandro Ruotolo** - giornalista
**Giulio Cavalli** - attore e regista 
**Anna Vinci** - scrittrice, biografa di Tina Anselmi 
**Annalisa Insardà** - attrice e autrice 
**Paolo Flores D’Arcais** - direttore di “MicroMega” 
**Maurizio Marchetti** - attore 
**Riccardo Orioles** - giornalista 
**Antonio Grosso** - attore
**Ferdinando Imposimato** - ex magistrato
**Giuseppe Lo Bianco** - giornalista
**Marcello Minasi** - ex magistrato
**Luigi Di Maio** - deputato, vicepresidente Camera dei deputati 
**Claudio Fava** - deputato, vicepresidente Commissione parlamentare antimafia 
**Luigi Gaetti** - senatore, vicepresidente Commissione parlamentare antimafia 
**Giulia Sarti** - deputata, componente Commissione parlamentare antimafia
**Francesco D’Uva** - deputato, componente Commissione parlamentare antimafia 
**Paolo Bolognesi** - deputato, componente Commissione parlamentare sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, presidente associazione familiari vittime strage di Bologna 
**Mario Michele Giarrusso** - senatore, componente Commissione parlamentare antimafia 
**Maurizio Santangelo** - senatore, vicepresidente della commissione Difesa del Senato 
**Davide Mattiello** - deputato, componente Commissione parlamentare antimafia 
**Rosanna Scopelliti** - deputata, componente Commissione parlamentare antimafia
**Giuseppe Civati** - deputato, componente X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo)
**Giuseppe Lumia** - senatore, componente Commissione parlamentare antimafia 
**Alessandro Di Battista** - deputato, componente del Comitato permanente sulla riforma delle strutture istituzionali della politica estera dell’Italia 
**Barbara Lezzi** - senatrice, componente 5ª Commissione permanente (Bilancio) 
**Giovanni Cuperlo** - Deputato, componente I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) 
**Neri Marcorè** - attore 
**Daniela Tornatore** - giornalista
**Maurizio Bologna** - attore
**Gaetano Porcasi** - pittore
**Marco Ligabue** - cantante 
**Paolo Borrometi** - giornalista
**Alfio Caruso** - scrittore
**Loris Mazzetti** - giornalista
**Shobha** - fotografa
**Salvatore Ficarra** e **Valentino Picone** - comici
**Graziella Proto** - direttrice “Casablanca” 
**Nando dalla Chiesa** - scrittore e sociologo 
**Gianni Biondillo** - scrittore
**Don Giacomo Panizza** - fondatore “Progetto Sud” 
**Concita De Gregorio** - giornalista e scrittrice
**Luciano Armeli Iapichino** - scrittore
**Klaus Davi** - massmediologo
**Petra Reski** - giornalista e scrittrice
**Piera Aiello** - testimone di giustizia 
**Ignazio Cutrò** - testimone di giustizia
**Stefania Limiti** - giornalista e scrittrice
**Pietro Orsatti** - giornalista e scrittore 
**Maurizio Torrealta** - giornalista e scrittore
**Vincenzo Agostino** e **Augusta Schiera** - genitori del poliziotto ucciso dalla mafia Nino Agostino 
**Flora Agostino** - sorella di Nino Agostino, referente regionale della Memoria-Libera
**Gianni Minà** - giornalista e scrittore
**Asmae Dachan** - giornalista 
**Andrea Braconi** - giornalista
**Giusi Traina** - sorella del poliziotto Claudio Traina ucciso nella strage di via D’Amelio
**Luciano Traina** - fratello del poliziotto Claudio Traina ucciso nella strage di via D’Amelio
**Silvia Resta** - giornalista
**Brizio Montinaro** - fratello del poliziotto Antonio Montinaro ucciso nella strage di Capaci 
**Arnaldo Capezzuto** - giornalista
**Riccardo Castagneri** - giornalista
**Jacopo Fo** - attore, scrittore e regista
**Daniele Silvestri** - cantante 
**David Gentili** - presidente della Commissione antimafia del Comune di Milano 
**Giuseppe Giordano** - ex ispettore di Polizia 
**Jole Garuti** - direttrice del Centro studi Saveria Antiochia Osservatorio antimafia 
**Lorenzo Frigerio** - Coordinatore Fondazione "Libera Informazione" 
**Joan Queralt Domenech** - scrittore 
**Gianluca Tavarelli** - regista 
**Lara Cardella** - scrittrice 
**Andrea Cereser** - sindaco di San Donà di Piave (Ve) 
**Walter Molino** - giornalista e scrittore 
**Associazione "Addiopizzo"** - movimento antimafia
**Franco Nicastro** - giornalista 
**Enzo Guidotto** - Presidente dell'osservatorio veneto sulle mafie 
**Jenny Campagna** - nipote di Graziella Campagna, vittima di mafia 
**Piero Campagna** - fratello di Graziella Campagna, vittima di mafia 
**Lina La Mattina** - poetessa 
**Costanza Cipollaro** - storica dell'arte, Università di Vienna
**Don Marcello Cozzi** - Vicepresidente nazionale Libera 
**Pupi Avati** - regista 
**Mara Filippi Morrione** - portavoce dell'Associazione Amici di Roberto Morrione, vedova di Roberto Morrione, ex direttore di Rainews24, fondatore di "Liberainformazione" 
**Tindaro Bellinvia** - giornalista, vicepresidente del laboratorio di ricerca socio-politica Migralab A. Sayad 
**Cleto Iafrate** - direttore Laboratorio delle Idee Ficiesse 
**Cettina Merlino Parmaliana** - farmacista, vedova di Adolfo Parmaliana, ricercatore e docente universitario 
**Mauro Faso** - conduttore radiofonico per "L'altroparlante" ("Radio In" - Palermo)
**Franco La Torre** - storico, figlio di Pio La Torre, dirigente politico comunista ucciso dalla mafia
**Domenica Isgrò** - ex insegnante di Attilio Manca al Liceo classico "L. Valli" di Barcellona Pozzo di Gotto (Me)
**Giulietto Chiesa** - giornalista e scrittore, direttore di PandoraTv 
**Juan Alberto Rambaldo** - giudice civile Santa Fe (Argentina) 
**Jorge Figueredo Corrales** - pubblico ministero Villa Hayes (Paraguay) 
**Georges Almendras** - giornalista (Uruguay)
**Sofia Capizzi** - presidente associazione antiracket "Liberi tutti" Barcellona Pozzo di Gotto (Me) 
**Andreina De Tomassi** - giornalista, responsabile studi e ricerche Associazione culturale "Casa degli artisti" 
**Claudio Riolo** - politologo, docente di Scienza politica all'Università di Palermo 
**Stefano De Barba** - ex presidente "Associazione nazionale Amici di Attilio Manca" 
**Dyrsen Medina** - figlia di Pablo Medina, giornalista del quotidiano ABC Color, assassinato dai narcos in Paraguay 
**Luisella Costamagna** - giornalista 
**Don Terenzio Pastore** - Provinciale dei Missionari del Preziosissimo Sangue 

**Foto © Federico Bitti** 

**Tratto da:** *[antimafiaduemila.com](http://www.antimafiaduemila.com)*

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